Transaminasi alte cosa mangiare a colazione

Transaminasi alte cosa mangiare a colazione Le transaminasi sono enzimi presenti nel fegato che vengono titolati nel sangue dopo il prelievo per rilevare eventuali danni epatici. Le transaminasi alte possono indicare un processo infiammatorio a carico dell’organo.

Oltre alle molteplici cause patologiche (epatite, cirrosi epatica, e altri), di cui si occuperà esclusivamente il medico, esistono anche dei meno gravi fattori dietetici alla base di quest’alterazione, ovvero errori alimentari che puoi risolvere abbastanza facilmente.

Considera che le transaminasi dopo colazione risultano aumentate in presenza di grassi in eccesso nell’organismo; infatti i soggetti sovrappeso rileveranno sicuramente questo referto. Di seguito trovi alcuni consigli per la prima colazione, da seguire accuratamente se desideri riportare il livello delle transaminasi nella norma, senza dimenticare di rivolgerti al medico ed eventualmente ad un nutrizionista.

Privilegia sempre i cereali integrali a quelli raffinati

Si tratta di prodotti a base di riso, farro, orzo e grano integrali; sia nella versione classica (fette biscottate, pane tostato, grissini) sia in quella deliziosa soffiata (gallette, barrette), l’importante è che non siano raffinati, e quindi ricchi di fibre. Esse, oltre a regolare la funzione intestinale, rallentano l’assorbimento di zuccheri a livello di intestino tenue, evitando in questo modo un picco glicemico eccessivo.

Quando il glucosio aumenta troppo rapidamente a livello plasmatico, il pancreas produce insulina che tra i vari effetti ha quello di favorire l’immagazzinamento degli zuccheri in eccesso sotto forma di grassi. Il grasso è alla base dei disturbi a carico delle transaminasi, quindi dovresti evitare di innescare il processo appena illustrato.

Scegliere l’integrale non significa rinunciare al gusto: un esempio di alimento particolarmente adatto a una colazione basata su cereali non raffinati, ma anche gustoso quanto basta, è la focaccia integrale. Il suo impasto è molto semplice, comprende farina integrale mischiata a farina di grano tenero, lievito di birra e come unico grasso l’olio extravergine di oliva. Per aggiungere un aroma peculiare, puoi unire alla miscela un po’ di rosmarino o di anice stellato.

Se prediligi la colazione dolce, un’ottima opzione è costituita dalla torta integrale di carote, preparata con yogurt magro, farina integrale, carote, poco fruttosio, lievito ed olio di semi di girasole. Amata da adulti e bambini, diventa più golosa con l’aggiunta di frutta secca tritata, come le mandorle.

Sempre nell’ambito dei dolciumi, potresti optare per un cornetto integrale, facilmente reperibile in qualsiasi bar, ma nel caso di transaminasi alte dovrai porre particolare attenzione all’assenza di burro (ad esempio chiederai esplicitamente un alimento vegano), e di miele (sono ammesse minime quantità e comunque non tutti i giorni).

Presta attenzione alla scelta delle proteine

Via libera a una colazione proteica ed ipocalorica a base di soia, sotto forma di latte o yogurt. Il latte di soia si ricava macinando i semi del legume, ed ha l’eccezionale caratteristica di non contenere grassi saturi come il colesterolo di cui invece sono ricchi i latticini di origine animale.

Inoltre la soia è fonte di proteine dall’ottimo profilo amminoacidico, e anche di vitamina D, che secondo recenti studi contribuirebbe ad abbassare il livello di transaminasi plasmatiche. Da introdurre nella colazione tranquillamente anche ogni giorno quindi sono il latte di soia unito a cereali integrali di vario tipo (purché non zuccherati), e lo yogurt di soia, disponibile in vari gusti.

Dovresti limitare invece le proteine animali, ad esempio i dolci preparati con la panna, la crema di burro o di uova, ed il mascarpone. Se preferisci optare per una colazione salata, i formaggi freschi dovresti consumarli con moderazione, mentre potresti considerare il pesce.

Il salmone affumicato, per quanto in Italia non sia ancora molto diffuso per cominciare la giornata, in altri Paesi è un’opzione particolarmente apprezzata e dall’ottimo profilo nutrizionale: ricco di proteine dall’eccellente profilo amminoacidico, e di acidi grassi insaturi e pertanto considerati salutari. Puoi provarlo sotto forma di tartine con pane integrale tostato, formaggio spalmabile (versione light) e qualche spezia a piacere (prezzemolo, salvia, menta, eccetera). Come unica accortezza, presta attenzione a non eccedere con le dosi, per non rischiare di introdurre troppe calorie.

Introduci nella dieta solo i “grassi buoni”

I grassi considerati buoni sono molecole insature di origine vegetale, contenute ad esempio nell’olio extravergine di oliva, ma anche in quello di semi; dovresti abolire invece quasi completamente i grassi saturi come il burro, la panna, il lardo, lo strutto, e altri di origine animale (tutti contenenti colesterolo, tra l’altro).

Un’ottima idea può essere quella dell’inserimento delle noci nella prima colazione, in piccola quantità. Esse infatti ti aiutano ad affrontare al meglio la giornata, in quanto sono un’eccellente fonte di proteine e di acidi grassi buoni, preziosi alleati per combattere lo stress ossidativo a cui tutti siamo sottoposti. Le noci sono frutti secchi costituiti da un seme ricoperto da una pellicina e contenuto tra due gusci legnosi; puoi consumarle come tali oppure unite ad impasti di biscotti o torte, dopo averle tritate.

Per riportare le transaminasi a livelli fisiologici, e per aiutare la funzionalità epatica in generale, dovresti scartare sempre e comunque i fritti, come ad esempio i bomboloni e le ciambelle americane.

Evita in qualsiasi forma l’alcol

Elimina l’alcol e tutto ciò che lo contiene: dalle bevande (ad esempio il caffè corretto) agli alimenti (come i dolciumi aromatizzati con il liquore), anche in minima quantità. L’etanolo infatti è il nemico principale della salute del fegato, in quanto viene metabolizzato ad acetaldeide, una molecola altamente reattiva e quindi tossica.

Consuma quotidianamente frutta a volontà, purché fresca e di stagione

Squisita ed adatta in ogni periodo dell’anno si afferma sempre la classica macedonia, ottenuta dall’unione di pezzi di frutta cruda accuratamente lavata, di solito condita con zucchero e limone.
Per sperimentare versioni alternative della ricetta, puoi optare per la variante esotica, a base di ananas, mango, papaya, pompelmo rosa, melone, banana e mela verde, eventualmente arricchita da lamponi e mirtilli. Interessante anche la scelta di accompagnarla con lo yogurt, meglio se magro o di soia, e con qualche frammento di frutta secca tritata come noci o mandorle.

La frutta si presta ottimamente per la prima colazione anche nella sua forma liquida: frullati e centrifugati di ogni tipo, per tutti i gusti, anche con le verdure ed erbe aromatiche. Alcuni esempi di associazione sono mela e finocchio, cocomero e menta, ananas e papaya, eccetera.

Un’originale soluzione che puoi provare è il gazpacho di zucchine: poni in ammollo il pane integrale con l’acqua, poi frullalo insieme a zucchine, cetrioli e la polpa di un avocado, e lascia riposare il composto in frigorifero per almeno un’ora.

Prima colazione con il prosciutto magro, come il crudo

Il crudo è un alimento indubbiamente gustoso e dall’interessante profilo nutrizionale: elevato contenuto proteico (28%) unito ad un limitato apporto calorico. Per abbassare le transaminasi è fondamentale che ti ricordi di eliminare il grasso dell’insaccato, operazione resa particolarmente facile dal posizionamento dell’adipe lungo il perimetro esterno.

L’unica controindicazione è rappresentata dal non trascurabile contenuto di sale, sconsigliato se sei iperteso. Tale concentrazione è comunque variabile a seconda del prodotto specifico che scegli di acquistare, una rapida consulenza con il tuo salumiere di fiducia potrà chiarirti sicuramente le idee in tal senso.

Puoi gustare il prosciutto crudo a colazione insieme alla papaya: taglia il frutto a listarelle e avvolgile con le fette dell’insaccato, creando dei veri e propri involtini, che puoi inserire tra due fette di pane integrale, cosparse da un sottile strato di formaggio spalmabile light; il tutto acquista una nota fresca e saporita se spruzzato da frammenti di prezzemolo fresco.

Un’altra proposta di colazione a base di prosciutto magro è rappresentata dalla classica bruschetta: pane, aglio, salume e olio extravergine di oliva. Interessante poi l’abbinamento con le pere e la rucola, combinandoli insieme in modo da formare dei simpatici fagottini che stuzzicano l’appetito.

Riscaldati con le tisane

Nei mesi più freddi può essere un toccasana, non solo per il fegato, una buona tisana calda a base di tarassaco, che notoriamente ha attività epato-detossificanti e depurative. Infatti contiene il principio attivo tarassicina, che stimola la produzione della bile, lo svuotamento della cistifellea ed il corretto funzionamento dell’organo in generale. L’unica controindicazione è quella di evitarla se soffri di pirosi, in quanto ha l’effetto di stimolare la produzione acido-gastrica (sicuramente apprezzato per favorire la digestione ma nocivo in soggetti predisposti all’acidità di stomaco).

Anche la tisana al cardo mariano viene considerata un rimedio mirato per problematiche al fegato, nonostante sussistano studi un po’ contrastanti a riguardo. L’unico dato certo è quello che non è nociva, quindi nel caso peggiore otterrai semplicemente un effetto diuretico (associato a tutti i tipi di infusi) senza effettivo giovamento alla funzionalità epatica. Aumentare la minzione è comunque un beneficio indiretto che apporterai a tutti gli organi del corpo, grazie all’effetto detossificante che otterrai.

Rinfrescati con il succo di Aloe vera

Puoi assumere il succo di Aloe vera a colazione anche quotidianamente. A questa pianta vengono attribuite svariate proprietà, tra cui quella di aiutare la funzionalità epatica. Sconsigliato in caso di diarrea, perché stimola la peristalsi intestinale grazie a un blando effetto irritante sulla mucosa dell’organo; ideale invece se accusi stitichezza.

L’Aloe vera possiede l’importante proprietà di regolare il livello di zuccheri nel sangue, in modo da non raggiungere mai una concentrazione plasmatica particolarmente alta di glucosio, ed evitare così di stressare il pancreas e di innescare a dismisura gli effetti mediati dall’insulina.

È anche un’ottima fonte di sali minerali e vitamine, con azione disintossicante ed antiossidante. L’assunzione giornaliera consigliata si aggira generalmente tra i 30 e i 60 ml, preferibilmente a stomaco vuoto.

Non dimenticare di rivolgerti al medico

Per qualsiasi dubbio, richiesta o informazione, la persona di riferimento sarà sempre il tuo medico di base, che potrà eventualmente indirizzarti da uno specialista.